Vino, collaborazioni e digitale: consigli da Francesco Domini, direttore commerciale di Genagricola S.p.A.

Nelle scorse settimane abbiamo evidenziato, attraverso lo Shopping Festival, e il China International Import Expo (CIIE), come il mercato cinese rappresenti un’opportunità di valore per le eccellenze del Made in Italy. Oggi, passiamo la parola ad un professionista, che, attraverso l’azienda di cui fa parte, opera da quasi tre decenni sul mercato cinese. Abbiamo infatti avuto il piacere di dialogare con il Dott. Francesco Domini, direttore commerciale presso Genagricola S.p.A. 

 

 

Genagricola S.p.A. è la holding agroalimentare di Generali Italia S.p.A; con un fatturato superiore a 50 milioni di Euro, Genagricola commercializza circa 4 milioni di bottiglie di vino ogni anno. Tra queste, il Pinot Grigio di Torre Rosazza è stato l’unico bianco italiano inserito nella Top 100 del magazine americano Wine Spectator per l’anno 2015. La divisione vitivinicola di Genagricola è attiva nel mercato cinese attraverso una joint-venture con Sinodrink, il più grande importatore di etichette Made in Italy in Cina. Genagricola ha anche partecipato al CIIE 2020, proponendo ai compratori circa 100 vini pregiati ancora assenti sul mercato cinese. 

 

vino in Cina

Nonostante il successo di esportatori come Genagricola S.p.A., il vino italiano occupa una quota di mercato piuttosto modesta in Cina, pari al 6.8%, una cifra minore rispetto ai vini australiani, francesi e cileni. Il Dott. Domini ci aiuta a capirne i motivi, sottolineando l’importanza della collaborazione tra aziende produttrici e le risorse messe a disposizione dal digitale per realizzare le opportunità offerte dal mercato cinese.

  • La vostra presenza al China International Import Expo (CIIE) 2020 arriva alla fine di un anno travagliato per l’economia globale. Quanto è importante essere presenti sul mercato cinese in un momento di depressione economica globale? Consiglierebbe alle PMI italiane un ingresso in Cina, attraverso il digitale, per diversificare l’export oltre ai mercati tradizionali?

R. La presenza sul mercato cinese (ed in generale in tutto il Far East) è determinante in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando, in quanto i paesi asiatici sono già parzialmente usciti dal periodo pandemico e possono costituire una leva fondamentale per la ripresa del business per le aziende italiane del vino. Sicuramente consiglierei alle aziende, in special modo le PMI di porre attenzione al mercato cinese, avvalendosi anche di strumenti che il digitale può offrire.

  • Considerate le vaste opportunità offerte da questo mercato e l’expertise dei   nostri viticoltori, perché l’Italia si ferma dietro ad Australia, Francia e Cile in termini di valore di esportazioni vinicole verso la Cina? Si tratta di difficoltà strutturali del nostro sistema, ostacoli alle importazioni posti dalla Cina o di una mentalità imprenditoriale ancorata alla tradizione?

R. L’argomento sarebbe molto lungo ed articolato da affrontare; tuttavia, provando a sintetizzare si potrebbe dire che vi sono diversi elementi che purtroppo hanno causato rallentamenti nell’affermazione devi vini italiani in Cina tra cui le dimensioni delle singole aziende (spesso troppo piccole), la difficoltà di fare sistema per promuovere la conoscenza del brand “Italia” e, non ultimo, la scarsa conoscenza dei nostri vitigni da parte del mercato cinese. 

  • Quali sono le potenzialità dell’e-commerce cross border, a suo parere, per il settore wine? Come si ottiene il massimo vantaggio dall’universo digitale cinese?

Il canale online rappresenta certamente un settore che è destinato a svilupparsi in modo consistente (a livello globale e non solo in Cina). Di conseguenza ritengo che le aziende del nostro settore dovrebbero focalizzare la loro attenzione su questo canale, cercando di identificare i mercati (e di conseguenza i partners locali), che già da subito possono consentire di aumentare la distribuzione attraverso questo strumento. Il vero punto è rappresentato, per le aziende del nostro settore, ancora una volta dalle piccole dimensioni unitarie; per questo motivo, sarebbe molto importante riuscire a creare delle forme di collaborazione e di sinergia fra le aziende per affrontare con forza e con le giuste risorse questo canale.

  • A proposito di digitale, quali sono le sue valutazioni in merito alla festività del 11.11? Quali strategie avete implementato per questa occasione, insieme al vostro partner cinese  Sinodrink?

Quest’anno, anche a causa della situazione contingente, abbiamo realizzato con il nostro partner Sinodrink, una programmazione più di carattere generale, mediante la quale abbiamo deciso di rendere omogenee le nostre iniziative tra i diversi canali (online, horeca, ecc.), in modo da sfruttare al meglio le risorse disponibili.

Come obiettivo prioritario, Italian Lifestyle offre supporti strategici e operativi per i network di imprese che desiderano penetrare il mercato cinese sviluppando progetti digitali in rete, anche per questo costatiamo con profondo interesse che il Dott. Domini, direttore commerciale di una delle impresa più di successo sul mercato asiatico, ribadisca l’importanza di collaborazioni tra le aziende produttrici per cogliere al meglio, ancor di più in questo periodo segnato dal Covid 19, le opportunità offerte dal mercato cinese e dai suoi strumenti digitali.