L’industria del gioiello tra il paradigma della digitalizzazione e l’Agenda Onu 2030. Intervista con il Dott. Gaetano Cavalieri (Presidente CIBJO)

È in atto un “nuovo corso” all’interno dell’industria del gioiello. 

Evoluzione nell'industria del gioiello

La spinta verso la digitalizzazione dell’industria è un punto focale che abbiamo evidenziato con il dott. Gaetano Cavalieri che da oltre vent’anni è il Presidente della CIBJO (Confédération internationale de la bijouterie, joaillerie, orfèvrerie des diamants, perles et pierres). The World Jewellery Confederation è la confederazione mondiale della filiera dei gioielli, rappresenta circa sette milioni d’imprese (retail, estrazione di pietre – metalli preziosi e laboratori) e vede impegnato il dott. Cavalieri all’interno delle principali organizzazioni internazionali, quali l’ONU, Global Compact, l’Ocse e la WTO.  

Il suo punto di vista è strategico per comprendere le potenzialità, così come le debolezze, oltre ai nuovi paradigmi dell’industria del gioiello. 

L’ecosistema cinese del gioiello è stato plasmato da grandi players, quali importatori e distributori di grande peso che hanno permesso ai marchi internazionali più consolidati di entrare in maniera preponderante, prima nel mercato tradizionali per, poi, affermarsi anche in quello digitale.

L’industria del gioiello in Italia

L’Italia presenta un grande plus di design, manualità e capacità produttiva di matrice artigianale in grado, almeno sulla carta, di incontrare il favore di attenti consumatori cinesi; tuttavia, il territorio all’interno del quale sono nate le imprese andrebbe realmente valorizzato per generare una sinergia tra aziende ed istituzioni. 

Il nostro Sistema Paese, come sottolinea il dott. Cavalieri, deve creare valore ed intervenire come attore principale, favorendo accordi distributivi capaci di generare opportunità per tutte le imprese che, anche se associate, non avrebbero abbastanza forza commerciale in mancanza di un adeguato supporto istituzionale. Un altro punto focale è quello legato alla solidità di sistemi digitali di certificazione e tracciabilità di tutta la filiera, quali la blockchain e l’operare su piattaforme digitali per la vendita in grado di garantire metodologie efficaci di validazione e controllo degli account inseriti, così come di ogni fase del processo pre e post pagamento.  

L’indipendenza economica e sociale raggiunta da donne e uomini dell’Impero di Mezzo, oltre alla curiosità della generazione Z verso le nuove tecnologie si devono integrare, creando valore aggiunto, con una maggiore consapevolezza delle aziende italiane verso tutti i diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile individuati dall’Agenda 2030 dell’ONU

L’Agenda 2030 dell’ONU

Gaetano Cavalieri vanta, grazie alla famiglia attiva da duecento anni nel settore gioielli, un’esperienza unica nel nostro Paese, sia per comprendere le basi del settore, sia per comprendere i trend futuri che avranno come chiavi di volta una forte spinta verso accordi internazionali, digitale nel senso più qualitativo del termine ed il rispetto della sostenibilità all’interno dell’Agenda 2030 dell’ONU.

L'Agenda ONU 2030: influenza sul mondo della gioielleria

L’Agenda 2030, pensata come un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, ha come obiettivo la costituzione – attraverso i suoi 17 obiettivi – di un programma comune sottoscritto da 193 paesi che dal 2015 porterà alla trasformazione del nostro pianeta in una realtà sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Gli obiettivi di lavoro dignitoso e produzione responsabile costituiscono, per quanto concerne il settore gioielleria, un’occasione alla trasformazione responsabile dell’intera filiera. 

CIBJO ha colto l’invito delle Nazioni Unite per un mondo sostenibile, promuovendo gli obiettivi dell’Agenda 2030 attraverso eventi e iniziative ad hoc. CIBJO ha ottenuto nel 2006 lo status di membro consultivo dell’ECOSOC(Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite).