Shopping tax-free in patria: il caso di Hainan

Cresce il commercio duty-free in Cina

Turisti cinesi shopping tax free

Nel 2019, i consumatori cinesi hanno effettuato il 70% degli acquisti di lusso al di fuori dei confini nazionali, creando una forte sovrapposizione tra la figura del consumatore di articoli di lusso e quella del turista. Questa osservazione trova conferma in Italia, dove, nel 2019, i turisti cinesi hanno mosso oltre 650 milioni di Euro e si sono confermati la prima nazionalità nel mercato Tax-Free Shopping. I turisti cinesi hanno, infatti, contribuito per il 36% agli scontrini tax-free sul territorio italiano, con uno scontrino medio di 1.129 Euro. Nel 2020, mentre il mercato globale del lusso ha subito una contrazione del 23% circa, la Cina ha assistito al quasi raddoppiamento della propria quota di spesa luxury, che è passata dall’11% del 2019, al 20% del 2020.

Il commercio online gioca un ruolo centrale in questa crescita, ed è frutto di nostre consuete riflessioni. Tralasciando l’e-commerce, analizziamo oggi come le temporanee restrizioni ai viaggi internazionali hanno hanno accelerato la creazione di shopping hub nazionali del duty free. Il successo di alcuni di questi hub, in particolare Hainan, dimostra come il turista cinese nutra un forte interesse verso gli acquisti tax-free, da replicare all’estero durante il viaggio, al termine delle limitazioni imposte dalla pandemia. Allo stesso tempo, il piano per il rimpatrio dello shopping di lusso, apre a possibilità commerciali nel paese per gli operatori italiani nel business duty-free.

Tra le misure adottate, a partire dal 2015, dal governo di Pechino per “rimpatriare lo shopping di lusso” figurano:

  • la modifica dei dazi sulle importazioni,
  • i controlli più serrati sul grey market,
  • l’armonizzazione dei prezzi dei prodotti
  • lo sviluppo di duty free zones domestiche, come nel caso dell’isola di Hainan.

Hainan: l'hub per il tax free shopping in Cina

Perché proprio Hainan?

Hainan è la provincia insulare nel Sud-est del paese, meta balneare nazionale per eccellenza e polo di rilevanza internazionale per lo shopping di lusso. Secondo le autorità doganali cinesi, a partire dal 2011, i negozi esentasse di Hainan hanno totalizzato ricavi per 55,07 miliardi di yuan (circa 7,9 miliardi di Euro), dall’acquisto di 72 milioni di articoli, rappresentando il 26% del totale delle vendite dell’isola.

Il 1°luglio 2020, l’isola è stata oggetto del nuovo piano di sviluppo, orientato a fare della provincia un importante porto franco a livello globale. L’obiettivo è quello di rendere Hainan un hub commerciale incentrato sulla liberalizzazione dei flussi di beni e servizi, integrato nell’economia globale, attraverso iniziative quali la semplificazione degli investimenti, aperture in materia di requisiti per i visti e maggiori libertà per il commercio. Nell’ambito di tale progetto, sono state specificamente introdotte misure per attirare un numero sempre maggiore di turisti proponendo l’isola, non solo come meta balneare, ma anche come alternativa a destinazioni duty free già affermate, quali Hong Kong e Corea del Sud. Nello sviluppo dell’isola, l’obiettivo perseguito dal governo di Pechino è anche quello di riportare, all’interno dei confini nazionali, il business dello shopping di lusso. Tra le iniziative più significative per incentivare i consumi tax-free domestici figura l’aumento del tetto annuo di acquisti tax-free da 30.000 yuan (3.800 Euro) a 100.000 yuan (12.672 Euro) a persona e la revoca del precedente limite di 8.000 yuan (1000 Euro) per un singolo prodotto tax-free. Inoltre, sono state ampliate le categorie esentasse, aumentate da 38 a 45, grazie all’aggiunta di prodotti elettronici quali smartphone e pc portatili.

Le misure adottate per incentivare gli acquisti luxury hanno sortito i primi effetti: nel 2020, gli store duty-free di Hainan hanno mosso denaro per un valore di 32,74 miliardi di yuan (4.14 miliardi di Euro), derivati per il 72.8% dalla vendita di cosmetici, orologi e gioielli. Introducendo una dimensione comparativa, è significativo notare che, tra luglio e agosto 2020, 1,8 milioni di clienti hanno fatto acquisti nei negozi duty free di Hainan, il 60 % in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Quali operatori sono coinvolti nel business duty-free di Hainan?

Il 47% dei ricavi globali del 2020 del China Tourism Group Duty Free CDFG, gruppo di proprietà statale quotato sulla borsa di Shanghai, che attualmente controlla i quattro negozi duty free dell’isola, provenivano proprio da Hainan.

CDFG, con sede a Pechino, gestisce più di 240 negozi duty-free in Cina (intesa come Greater China) e Cambogia. Se per gli scorsi nove anni CDFG è stato l’unico gruppo ad operare in regime di monopolio nell’isola, in seguito alla presentazione del piano per lo sviluppo del free trade port, nuove licenze sono state concesse, permettendo l’entrata in campo di altri operatori, anche internazionali. Dopo aver visto nella prima metà del 2020 una diminuzione delle proprie entrate del 62% rispetto all’anno precedente, il colosso svizzero Dufry ha firmato un accordo di cooperazione strategica con l’Hainan Provincial Development Holdings per entrare nel business duty free dell’isola.

Come affermato dal direttore del Research Center for Free Trade Port della Normal University di Hainan in riferimento alle iniziative intraprese per la creazione del porto franco, la nuova politica migliorerà la qualità del turismo di Hainan e promuoverà la trasformazione dell’isola in una destinazione di livello internazionale per il turismo e i consumi”.

In Italia, prima della pandemia, i turisti cinesi si erano confermati primi per acquisti tax free con uno scontrino medio di 1.129 Euro e una quota di mercato del 36%. La Cina sembra determinata a riportare lo shopping di lusso in patria creando hub duty-free domestici e la pandemia sta apparentemente accelerando queste strategie. In questo rinnovato scenario come ripensare un concept di esperienza di acquisto più culturale, modellata per il turista cinese? In che modo creare un’esperienza legata ad un territorio, anche nell’ambito del duty-free?

Considerando i nuovi scenari, gli store duty free, gli operatori e le destinazioni sono obbligati a innovarsi per rendere questo mutato fenomeno, una nuova potenziale opportunità.