La Cina apre alla cosmesi vegan e cruelty-free

La Cina apre alla cosmetica vegan e cruelty-free grazie all’abolizione dei test su animali per i cosmetici ordinari importati.

Aboliti i test su animali per cosmetici importati in Cina

La National Medical Products Administration cinese, ha pubblicato, in data 4 marzo, una nota che conferma l’abolizione dei test obbligatori sugli animali per i cosmetici ordinari importati verso la Cina, a partire dal 1° maggio 2021.

Una notizia che effettivamente spalanca le porte del mercato cinese offline alla cosmesi vegan e cruelty-free. Infatti, se le aziende straniere produttrici di cosmetici che vendono i propri articoli attraverso piattaforme e-commerce cross border non sono mai state tenute a condurre test su animali, lo stesso discorso non vale per quei prodotti venduti nei negozi fisici. Stando ad una legge introdotta nel 2012, i cosmetici venduti in Cina attraverso canali offline dovevano obbligatoriamente essere testati sugli animali. Di conseguenza, la rinuncia all’apertura verso il mercato cinese, o la sola vendita tramite il digitale è diventata una scelta obbligata per molte aziende impegnate in produzioni cruelty-free. 

Quali cosmetici potranno essere esentati dai test su animali?

La nuova misura legislativa si riferisce a cosmetici ordinari, ossia tutti quei prodotti di uso quotidiano quali trucchi, smalti, detergenti ma anche profumi e dentifrici. Restano esclusi dall’abolizione dei test su animali i cosmetici speciali, quei prodotti che dovrebbero produrre un cambiamento nel soggetto che li usa, quali cosmetici tinte per capelli, creme sbiancanti, anti age, anti acne e molti altri. Per questi cosmetici, i test di valutazione effettuati prima dell’immissione sul mercato offline rimangono, al momento, obbligatori. Per il futuro prossimo, considerate le pressioni dei gruppi animalisti e la volontà di apertura dimostrata dalle autorità cinesi, ci si attende l’esenzione dai test pre-market su animali anche per i cosmetici importati speciali, per i quali una serie di certificazioni potrà andare sostituire questi test.

Il mercato della cosmesi in Cina è in crescita

Come può un’azienda evitare i test su animali?

Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento, le aziende straniere che vogliono vendere cosmetici ordinari nei negozi cinesi senza condurre test pre-market sugli animali devono soddisfare due condizioni specifiche:

  • Ottenere la certificazione GMP (Good Manufacturing Practices), concessa da organizzazioni di international standardization, che fornisce le condizioni necessarie a garantire la sicurezza dei prodotti venduti;
  • Presentare un Safety Assessment dell’azienda che possa garantire la sicurezza dei prodotti

Nelle prossime settimane la regolamentazione riguardo la parte documentale andrà a definirsi, permettendo così di tracciare un quadro più chiaro per le aziende internazionali desiderose di entrare sul mercato cinese.

Qual è l’importanza del mercato della cosmesi in Cina?

Il secondo al mondo dopo gli Stati Uniti, il mercato cinese della cosmesi ha raggiunto nel 2019 un valore totale di 425 miliardi di yuan (circa 55 miliardi di euro). A trainare questo settore in Cina i consumatori di età compresa tra i 25 e i 35 anni, che acquistano più del 75% del totale dei prodotti venduti. Nonostante ad oggi il 70% dei consumatori siano donne, negli ultimi anni si è assistito ad una forte crescita della cosmesi maschile. Nel 2019, in Cina il tasso di crescita su base annua dei prodotti di bellezza maschili è stato del 31%, a differenza del 29% dei prodotti femminili.  Se i Millennials e, più in generale, i giovani consumatori digitalizzati, acquistano sempre più spesso i loro cosmetici online, una gran parte parte dei cosmetici viene ancora acquistata nei grandi centri commerciali e nei negozi specializzati, dove i prodotti possono essere provati prima dell’acquisto.

Le modifiche alla normativa sui requisiti di importazione di cosmetici ordinari rappresenta quindi una svolta capace di facilitare l’accesso al fiorente mercato cinese della cosmesi per le tante imprese italiane impegnate in produzioni cruelty free. L’expertise del team cross-culturale di Italian Lifestyle e la nostra attenzione verso il digitale, strumento imprescindibile nell’approccio verso la Cina, sono a disposizione per costruire, insieme, un caso di successo sul mercato cinese.