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Passione animali domestici in Cina: le opportunità in questo settore

La pet economy è in forte crescita in Cina. Quali opportunità per le aziende italiane?

Animali domestici in crescita in Cina
Con quasi 100 milioni tra cani e gatti, possedere un animale domestico è diventato un trend sempre più popolare anche in Cina. Il mercato cinese legato alla pet economy ha infatti generato una spesa complessiva di 202 miliardi di Yuan nel 2019 (circa 26 miliardi di euro), con un aumento del 18% YOY. Tale spesa è destinata a salire fino a 472 miliardi nel 2023, dimostrando l’enorme potenziale di questo settore se si considera che solo il 22% delle famiglie cinesi possiede cani o gatti, contro il 67% degli Stati Uniti e il 44% nel Regno Unito. Includendo anche pesci e volatili nella categoria pet, le previsioni per il 2022 stimano un numero totale di animali domestici in Cina pari a 755 milioni.

Le ragioni socio-culturali

L’economia legata al benessere degli animali domestici è una realtà che è stata introdotta solo di recente nella quotidianità dei consumatori cinesi ed è aumentata a pari passo con la crescente ricchezza del paese. Parallelamente, un distacco dal retaggio maoista secondo il quale possedere un animale domestico sarebbe stato segnale di appartenenza alla borghesia, un gruppo considerato avverso alla rivoluzione comunista, ha favorito la crescita di questo trend. I consumatori cinesi, in maniera simile agli amici occidentali, hanno iniziato a legarsi emotivamente ai loro amici a quattro zampe, diventando di conseguenza più esigenti nella selezione di prodotti per la loro alimentazione e cura. Infatti, secondo i dati forniti da PwC, l’87% dei proprietari cinesi afferma di considerare i propri animali domestici come figli o familiari. Si tratta perciò di consumatori disposti a spendere anche grandi quantità di denaro per i loro animali, per accessori di moda, prodotti di bellezza o per servizi interamente dedicati a loro. Tutto ciò ha conseguentemente portato allo sviluppo di nuovi segmenti, anche sul digitale, che vanno ben oltre le esigenze di base come la pulizia e le cure mediche. Oltre al pet fashion sono infatti nate nuove figure professionali interamente dedicate a cani e gatti come nutrizionisti, psicologi, fotografi e persino organizzatori di compleanni e di funerali. Un altro interessante trend è il grande numero di visualizzazioni per video brevi e live streaming: questi contenuti in cui compaiono animali domestici attraggono fino a 700 milioni di utenti cinesi ogni giorno.  

Pet economy cresce rapidamente in Cina

Chi sono i proprietari degli animali domestici in Cina?

I Millennials sono, ancora una volta, i protagonisti rappresentando circa le metà dei proprietari di cani e gatti. Inoltre, il 50% di coloro che possiedono animali domestici in Cina è single e in possesso almeno di una laurea triennale, un profilo corrispondente a quello di millennials domiciliati in centri urbani. La solitudine che provano i giovani che si trasferiscono nelle grandi città li porta spesso a ritrovare nell’animale un supporto mentale alla mancanza di compagnia. È proprio in queste città, infatti, che si registra la spesa più alta per la cura degli animali domestici: nello specifico Pechino, Shanghai, Xi’an e Chengdu, città con un reddito medio relativamente alto, costituiscono il 25% della spesa complessiva del paese dedicata alla cura degli animali domestici.

Il segmento pet food

Nel 2018 il 90% dei proprietari di animali domestici cinesi ha acquistato prodotti dedicati al pet care tramite canali online. Inoltre, in occasione del Singles’ Day 2019 sono state acquistate in Cina oltre 30.000 tonnellate di cibo per cani e gatti.  Grazie al numero sempre maggiore di consumatori volenterosi nel fornire ai propri amici a quattro zampe il meglio, questo mercato offre delle grandi opportunità di crescita per i marchi internazionali all’interno dell’ecosistema e-commerce cinese. In questo mercato così competitivo, sarà la capacità di assicurare prodotti con alti standard qualitativi a fare la differenza.

Il segmento food rappresenta il 55% del valore della pet economy, cresciuto con un CAGR del 30% dal 2014 al 2019. Questo segmento si muove in direzione di alimenti che siano organici, naturali e gluten free. I prodotti provenienti dal Nord America sono considerati particolarmente sicuri e di alta qualità, dunque adatti alle varie esigenze nutrizionali dell’animale. Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura del Canada, nel 2019 il paese ha esportato cibo per animali domestici per un valore di 566 milioni di dollari, il 14% dei quali provenienti dalla Cina. Parte di questo successo deriva dal picco di vendite registrato durante il Singles’ Day 2019 dai marchi Orjen e Petcurean Go, affermatisi come leader di mercato.

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